Aversa

La possibile truffa della “doppie tasse”

Vittorio CatricalàAVERSA. L’ipotesi è così inverosimile da poter sembrare realtà. E poiché, come sostiene un noto politico di razza, a pensare male spesso si indovina ve la proponiamo come è stata avanzata da Vittorio Catricalà, informatore scientifico del farmaco.

la richiesta di pagamento CLICCA X INGRANDIRE“E’ successo a mia nonna, una simpatica vecchietta di 81 anni, ma è un fatto che ho verificato personalmente almeno una dozzine di volte. Si tratta – dice – della richiesta, inviatale dall’esattoria, del pagamento di tasse che non risultano saldate”. “In genere – continua – la richiesta fa riferimento a una o più rate di tributi che solitamente vengono dilazionati, cosicché sarebbe ipotizzabile una dimenticanza della scadenza da parte del contribuente”. E fino a qui non c’è nulla di strano, una dimenticanza è possibile. Chi non ha mai dimenticato di pagare una rata del tributo dovuto per il prelievo della spazzatura, ma quello che a Catricalà è parso strano è che le richieste arrivino puntualmente pochi giorni prima della scadenza del termine ultimo per la prescrizione del debito. “Tanto pochi – osserva – da rendere difficoltoso, se non addirittura impossibile, cercare nei cassetti di casa le bollette eventualmente pagate, per esibirle e cancellare la richiesta. E poi – aggiunge – mi dite chi conserva per dieci anni le bollette pagate? Pochi, pochissimi hanno questa costanza e preveggenza, di conseguenza visto che a quanto sembra le esattorie mandano richieste di pagamento per rate dimenticate praticamente a tutti, non potendo dimostrare di averlo già fatto tanti contribuenti pagano due volte la medesima tassa”. Insomma per Catricalà le società di esazione ci provano, ma non è tutto. Per l’informatore scientifico la società che richiede un pagamento non dovuto sarebbe tenuta a risarcire il contribuente che dimostra di aver già pagato. “Perché – spiega – per dimostrarlo, contestando un errore conseguente al mancato controllo dei dati da parte dell’esattrice, è costretto a perdere tempo e denaro”. “Nel caso della nonna, ad esempio, che pur abitando ad Aversa ha ancora la residenza a Brusciano, non avendo più l’età per recarsi da sola all’ufficio tributi di quel comune (ma sarebbe stata la stessa cosa se avesse dovuto raggiungere l’ufficio di Aversa) è stato necessario che un familiare l’accompagnasse. Ha esibito la ricevuta ancora in suo possesso e ovviamente il problema è stato risolto ma, oltre al danno morale subito per essere stata considerata ingiustamente un ‘evasore’, ha dovuto far perdere una giornata di lavoro a chi l’ha accompagnata e ha speso denaro per la trasferta”. “Mi piacerebbe sapere – si domanda Catricalà – a chi tocca risarcire il danno. E quanti contribuenti hanno avuto la stessa richiesta pur avendo pagato regolarmente tasse e tributi”. “Magari mettendoci insieme potremmo avviare una azione legale collettiva per ottenere il risarcimento. Chi fosse interessato – conclude – mi contatti su Pupia”.

la cancellazione della richiesta di pagamaento CLICCA X INGRANDIRE

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