Aversa

Del Franco (Ds): “Dirigenti al capolinea, serve svolta”

Franco Del FrancoAVERSA. “Prima di cominciare mi permetterei intanto di suggerire a chiunque volesse esercitarsi con il complesso tema delle analisi del voto di farlo con equilibrio, sobrietà, pacatezza ed anche, non guasterebbe, con un pizzico di umiltà, visto che le responsabilità di una sconfitta sono di tutti, chi più chi meno, ……

…….. per aver fatto errori o, ancora più gravemente, per non aver fatto nulla quando avrebbe dovuto. In riferimento al risultato elettorale sul nostro territorio mi sarei aspettato considerazioni preoccupate rispetto al risultato e soprattutto alle modalità adoperate dal centro-destra per acquistare consenso. Mi ha sorpreso che, invece, si sia ritenuto di privilegiare ancora la stucchevole polemica tutta interna allo schieramento di Centro-Sinistra. DSL’ultima tornata elettorale, ha dato un responso chiaro quanto inequivocabile sul crollo di consensi e di fiducia dei cittadini aversani nei nostri confronti. Sulla base di questo risultato il nostro partito, il centrosinistra e soprattutto i loro personaggi più di spicco, facciano autocritica su ciò che è stato fatto ma soprattutto su ciò che non è stato fatto in passato per risolvere la crisi della coalizione di centro-sinistra, ed abbiano il coraggio di cambiare. Da chi ha avuto ed ha importanti incarichi istituzionali, come da chi riveste ruoli di direzione politica di primaria visibilità, ci si sarebbe aspettato, più che dagli altri, un lavoro responsabile e certosino per unire, un impegno per abbassare i toni ed alzare il livello del confronto e soprattutto una presenza maggiore nei momenti più difficili. La verità è che i nostri dirigenti di spicco di centro-sinistra sono oramai giunti al capolinea e, oltre a rimpallarsi l’uno con l’altro le colpe della sconfitta, non hanno più nulla di buono da offrire, se non un vecchio modo di intendere ed utilizzare la politica, come strumento di soddisfazione personale o consolidamento di posizioni di potere che si reputa meglio non regalare all’avversario personale storico di turno. Serve un ricambio generazionale radicale della classe dirigente attuale oramai appagata, alla quale chiediamo pertanto un atto di coraggio capace di consentire al centro-sinistra di dare spazio ai giovani per aggregarli e dargli fiducia, ricambio che avvenga con processi politici e non più con procedure legali da parte dei magistrati. Bisogna avere il coraggio di scommettere su una nuova classe dirigente che sappia instaurare un rapporto nuovo con i cittadini che in segno di protesta hanno deciso di voltarci le spalle e puntare sul cambiamento. Voglio qui puntualizzare che il gruppo dirigente della sezione dei DS di Aversa ha fatto tutto il possibile per affrontare le elezioni con una coalizione unitaria e completa di centro-sinistra cioè con l’UNIONE; si è tentato invano di compattarla dopo le primarie intorno al candidato Stabile ma solo con la candidatura del diellino D’Amore si era concretizzata. Purtroppo un dik-tat dall’alto ci ha spinti verso la coalizione intorno a Stabile che, suo malgrado, non riusciva a mettere insieme tutti i partiti di centro-sinistra e non riusciva a rendersi riconoscibile dal popolo dell’UNIONE in quanto appena uscito da un’amministrazione di centro-destra. A dire il vero è stata sempre mia convinzione, condivisa anche da altri dirigenti locali e provinciali, di lasciar correre ambedue i candidati Stabile e D’Amore perché, come è successo a Caserta con Petteruti ed Alois, i due rappresentavano fari specifici di due tipologie di votanti in antitesi tra loro e quindi in nessun modo coagulabili insieme intorno ad uno solo dei due candidati.In questa campagna elettorale ho contattato e discusso con molte persone, ho sentito tanti pareri, tante idee, spesso distanti l’una dall’altra, ma su di un concetto tutti erano d’accordo: sul ricambio generazionale! Tutti mi hanno detto di avere fiducia nei giovani, nelle loro idee e nelle loro capacità ed infatti si nota un calo di preferenze anche a livello comunale delle persone plurielette e di una certa età e l’avanzamento di giovani promettenti! Insomma, il partito democratico dovrà essere la casa dei giovani e non una scatola per far posto ad una serie di persone dall’età avanzata o dalla pluricarica, plurieletti e pluritrombati! Solo i giovani potranno combattere la madre di tutte le battaglie e cioè “la questione morale”: il trasformismo politico, gli intrecci e le collusioni tra affari e politica, in particolare nei settori dell’urbanistica e dell’edilizia pubblica e privata: è davvero preoccupante e deprimente che importanti dirigenti politici non vedano e non denuncino tali cose o anzi le ritengano ormai normali modalità politiche ed elettorali; la loro unica e più pressante preoccupazione è invece solo quella di scaricarsi da dosso ogni responsabilità della sconfitta elettorale.

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