Trentola Ducenta

Inchiesta dell’Arma a Trentola Ducenta

CarabinieriTRENTOLA DUCENTA. Una semplice denuncia ha avviato le indagini dei carabinieri che per cinque mesi hanno trovato prove e testimonianze che confermassero gli indizi resi da un cittadino truffato.

Trentola DucentaLe indagini si sono concluse con l’arresto, venerdì scorso, di un luogotenente dell’esercito italiano in servizio presso l’ospedale militare di Caserta. Si tratta di Roberto Marino, cinquantasette anni, incensurato, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari dopo l’interrogatorio di ieri mattina svoltosi davanti al giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Una presunta raccomandazione al centro di tutta la vicenda. Secondo l’accusa il luogotenente avrebbe millantato conoscenza diretta di un maresciallo e di un colonnello dei carabinieri che avrebbero permesso, su richiesta di duemilacinquecento euro, il superamento di quiz d’entrata e di visite mediche ad un giovane aspirante carabiniere di Trentola Ducenta presentato da amici. Il corrispettivo in denaro per entrare nell’arma “senza problemi” sarebbe stato versato, in parte, in tre rate dal padre del potenziale carabiniere al luogotenente. Questi, secondo il querelante, i patti: il maresciallo dei carabinieri si sarebbe occupato di persona dell’arruolamento. Il colonnello medico, invece, avrebbe effettuato visite mediche “chiudendo un occhio”. Entrambi, stando alla denuncia, avrebbero dovuto “raccomandare” il giovane perché conoscenti del luogotenente. Qualcosa, però, non è andato per il verso giusto. Il 19 settembre del 2006, infatti, il ragazzo sostiene i quiz per l’accesso alle visite mediche. Subito dopo vengono resi pubblici i risultati della prova. Il punteggio raggiunto è di 46; insufficiente, quindi, al superamento. A questo punto sorgono le incertezze del padre del giovane che dubita della reale conoscenza del Marino con il colonnello e il maresciallo dei carabinieri, dubitando anche della raccomandazione. Il sette dicembre del 2006 scatta la denuncia di parte. I carabinieri di Trentola Ducenta che accolgono l’esposto approfondiscono la vicenda e scoprono che il denunciante aveva fotocopiato le banconote cedute al Marino e registrato accuratamente le comunicazioni telefoniche. Gli indizi diventano in poco tempo prove, e tutto si complica. Prima che fosse troppo tardi il luogotenente, secondo le indagini, restituisce una parte dei soldi al padre del giovane, circa cinquecento euro, e promette il rimborso degli altri contanti a breve termine. Ma il cerchio ormai si è stretto.

fonte: Il Mattino

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