Orta di Atella

Si è svolto il Convegno sulla Legalità

il sindaco Del PreteORTA DI ATELLA. Si è svolta stamani presso l’aula consiliare “Don Peppino Diana” del Comune di Orta di Atella il convegno “Atellanità e ruralità, segni del paesaggio campano”.

Angelo BrancaccioLa manifestazione, promossa dall’Unione Comuni Atellani – Italia Nostra – Scuola Media Statale “M. Stanzione”, con la collaborazione del Comune di Orta di Atella, ha visto anche l’adesione di Legambiente, dell’Archeoclub Italia, delle Facoltà di Architettura e Economia della Seconda Università degli Studi di Napoli. Erano presenti Giuseppe Fiorillo, sindaco di Cesa, consigliere provinciale dei Ds e Presidente Unione Comuni Atellani, Maria Rosaria Iacono, Presidente Italia Nostra di Caserta, Francesco Paolo Casale, Dirigente S.M.S. “Massimo Stanzione”, Massimo Lavino, Assessore alla Cultura del Comune di Orta di Atella, Carlo Manzo, Dipartimento di Cultura del Progetto (SUN), Achille Flora Cattedra di Economia dello Sviluppo (SUN), Francesco Marconi, Regione Campania STAPA CePICA di Caserta, Francesco Pascale della sezione succivese di Legambiente, Salvatore Di Leva, Archeoclub d’Italia (sede comprensoriale di Atella), Giuseppe Errico Progetto “Insieme e non da soli”, Carmine D’Ambrosio, Progetto “Ambiente, Legalità e Territorio”. I lavori sono stati moderati da Giancarlo Pignataro, coordinatore del progetto. Alla manifestazione ha partecipato pure il sindaco di Orta di Atella, Salvatore Del Prete, il quale con la voce rotta dalla commozione ancora una volta ha rimarcato tutta la propria vicinanza e solidarietà ad Angelo Brancaccio nella certezza che presto venga dimostrata la sua estraneità ai fatti. Sulla stessa lunghezza delle dichiarazioni di Giuseppe Fiorillo. La manifestazione (articolata in un convegno ed una mostra) parte dal convincimento che ogni luogo ha un proprio genius, che va coltivato ancor di più nell’epoca dello sviluppo sostenibile e del mercato globale. Pertanto, diventa sempre più necessario diffondere presso i cittadini e, soprattutto, le giovani generazioni, un giusto senso di appartenenza nel rispetto per le risorse e le tradizioni della propria terra, al fine di poter aspirare all’unico futuro possibile quello di vivere in un habitat armonico, sano e di valore. I percorsi di indagine sono molteplici – dalla lettura al ridisegno degli aspetti morfologici e tipologici di siti e costruzioni, spesso spontanee, su cui si fondavano, ed in buona sostanza si fondano ancora, le comunità locali; dalle produzioni agricole tipiche locali alle ipotesi di tutela e valorizzazione del paesaggio rurale; ecc. – ma, qualunque sia la traccia seguita, è bene tener sempre presente che in territori difficili, come quelli del casertano e del napoletano, la non semplice via della riqualificazione del ricco patrimonio di natura e di cultura passa inevitabilmente attraverso il rispetto delle persone e delle regole date.

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