Orta di Atella

Il consigliere Brancaccio spiava la Procura

Angelo BrancaccioORTA DI ATELLA (Caserta). Era sempre informatissimo su ciò che faceva la Procura. Chiedeva notizie per procedimenti che lo riguardavano direttamente, ma anche per vicende nelle quali non era in alcun modo coinvolto. In questo modo, accusano i magistrati di Santa Maria Capua Vetere, l´ex sindaco di Orta di Atella e dal 2005 consigliere regionale diessino Angelo Brancaccio, puntava a “rafforzare il proprio ascendente sulla popolazione locale in vista di una candidatura”.

Tribunale di S. Maria CVDa ieri, Brancaccio è in cella con le accuse di corruzione, estorsione e peculato. Inevitabilmente, la notizia dell´arresto ha scosso gli ambienti politici. L´indagato è stato immediatamente sospeso dal partito. L´inchiesta dei carabinieri di Caserta, iniziata due anni or sono con l´obiettivo di far luce su alcuni episodi di speculazione edilizia nel comune di Orta, si è infatti allargata fino a ipotizzare l´esistenza di una “relazione pericolosa” fra l´esponente politico e un agente della aliquota di polizia giudiziaria della Procura sammaritana, Castrese Rennella, che avrebbe fornito le informazioni riservate a Brancaccio in cambio di una serie di favori: lavori edili, l´utilizzo di un immobile e la promessa di un appartamento. Per questo anche il poliziotto è stato raggiunto dall´ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Paola Piccirillo. Altri due indagati, il consulente tecnico esterno del comune di Orta di Atella Nicola Iovinella e l´imprenditore Antonio D´Ambra, sono in carcere nell´ambito di diversi filoni della stessa inchiesta, che riguardano attività edilizie nella zona atellana e vedono agli arresti domiciliari anche il dirigente tecnico del Comune, Salvatore Ragozzino, e il consulente esterno Nicola Arena . L´inchiesta è stata condotta dal comando provinciale dei carabinieri di Caserta (guidato dal colonnello Carmelo Burgio, affiancato dal maggiore Ottavio Oro e dal tenente Costantino Airoldi) sotto il coordinamento diretto del procuratore capo di Santa Maria Mariano Maffei. Le notizie e i cellulari. A Brancaccio viene contestato anche il tentativo di ottenere notizie da un altro investigatore (indagato a piede libero) che secondo la Procura sarebbe stato ricompensato dall´esponente diessino con «prestazioni sessuali». Su questo episodio però il giudice non ha accolto la richiesta di misura cautelare per mancanza di indizi. Nel caso dell´agente Rennella, invece, l´ordinanza è stata emessa e nella Orta di Atella - Municipiomotivazione vengono citate numerose intercettazioni telefoniche. In una circostanza, Brancaccio e il poliziotto si sarebbero dati appuntamento al cimitero, secondo l´accusa allo scopo di scambiarsi informazioni senza essere intercettati. Temendo di essere scoperto, l´agente provò a procurarsi una scheda intestata a un cittadino del Bangladesh. Scrive il gip: Brancaccio denota «notevole capacità criminale, una personalità scaltra e assolutamente sprezzante della legge e dell´autorità». Un giudizio estremamente severo che si basa anche sulla scelta di lasciarsi andare a «comportamenti corruttivi», adoperandosi per ottenere notizie su procedimenti penali, «non solo nell´interesse proprio» ma anche altrui. Con l´obiettivo, è l´opinione del giudice, «di dimostrare a terzi il suo immenso potere politico, anche sulla magistratura». L´altro capo d´imputazione contestato a Brancaccio riguarda l´uso di telefoni cellulari a spese dell´amministrazione comunale atellana anche dopo le dimissioni da sindaco. In un caso viene indicata una bolletta di ben 5mila euro in un solo bimestre. Il gip bacchetta il consigliere regionale parlando di «strumentalizzazione costante del ruolo e della funzione pubblica a fini di personale strapotere e non di tutela della collettività». L´estorsione. Il nome di Brancaccio compare inoltre nel capitolo riguardante l´estorsione che sarebbe stata subita nel 2003 da un imprenditore atellano, costretto con le minacce da D´Ambra, che lo avrebbe anche picchiato, a concedere il via libera alla costruzione di un immobile di fronte alla sua abitazione. Una vicenda dal seguito addirittura kafkiano perché la vittima di questa estorsione sarebbe stata poi calunniata da D´Ambra venendo addirittura arrestata. I cento appartamenti. Un altro episodio finito sotto la lente degli investigatori riguarda il progetto di realizzazione di un complesso immobiliare costituito da cento unità. Le prime indagini erano state svolte dai carabinieri del Ros su delega del pool anticamorra della Procura, che aveva ipotizzato interessi del clan dei Casalesi nell´affare. Gli atti sono stati poi trasmessi a Santa Maria Capua Vetere. Dalle intercettazioni la Procura aveva ipotizzato una concussione a carico di Brancaccio e del consulente comunale Iovinella. In una conversazione il costruttore faceva infatti riferimento alla necessità di garantire 24 dei cento appartamenti «a livello di politici». Il gip non ha ritenuto però sussistenti gli indizi a carico dell´esponente diessino. È stata invece emessa l´ordinanza, ma per l´ipotesi di corruzione, nei confronti di Iovinella, che avrebbe ricevuto in cambio del suo interessamento la promessa di un incarico professionale da circa 170mila euro, 32mila dei quali anticipati con il versamento di due assegni. Le indagini ora proseguono. Tutti gli indagati potranno replicare alle contestazioni nei successivi passaggi del procedimento. Oggi pomeriggio Brancaccio sarà interrogato dal giudice.

fonte: La Repubblica

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