Orta di Atella

Brancaccio è libero. Riesame concede domiciliari

Angelo BrancaccioORTA DI ATELLA. Concesso il beneficio degli arresti domiciliari ad Angelo Brancaccio, consigliere regionale ed ex sindaco di Orta di Atella, arrestato lo scorso 8 maggio e recluso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito di un’inchiesta su presunte speculazioni edilizie.

Angelo BrancaccioSu Brancaccio gravano due ordinanze di custodia cautelare, una, notificatagli nel giorno dell’arresto, per estorsione, peculato e corruzione; un’altra, ricevuta lo scorso 22 maggio quand’era già detenuto, per calunnia e corruzione nei confronti di un carabiniere allo scopo di ottenere informazioni sulle indagini a suo carico. Per la prima accusa, il Tribunale del Riesame si era riunito il 23 maggio concedendo i domiciliari al politico ortese ma, a causa della seconda ordinanza emessa il giorno prima, Brancaccio restava in carcere. Poi, stamani, il Riesame ha deciso l’assegnazione dei domiciliari anche per l’altra accusa. Il consigliere regionale (che il 14 maggio si era dimesso dalla carica di consigliere comunale ad Orta, alla quale era stato eletto alle ultime amministrative dopo due mandati consecutivi da sindaco) ha quindi lasciato il penitenziario sammaritano ed è stato accompagnato nella sua abitazione di Orta, dove ad attenderlo c’erano tutti i suoi familiari. L’abbraccio più atteso con la figlia Tanya che in questi 20 giorni ha difeso il padre a spada tratta sul nostro sito di Pupia Tv, sfidando chiunque, subendo e rispondendo anche alla critiche e alle accuse più spietate, tanto da attirare l’attenzione dei principali quotidiani nazionali, come Il Corriere della Sera e Repubblica. Assieme a Brancaccio, ricordiamo, erano state arrestate l’8 maggio altre cinque persone: i tecnici comunali Nicola Iovinella, Salvatore Ragozzino e Nicola Arena, l’imprenditore Antonio D’Ambra e un poliziotto in servizio alla Procura di Santa Maria C.V., Rennella Castrese, ex vigile urbano a Trentola Ducenta che, secondo le accuse, avrebbe fornito a Brancaccio “soffiate” e informazioni circa l’attività della magistratura. A Ragozzino ed Arena venivano subito concessi i domiciliari, mentre Iovinella e Castrese sono stati in carcere, assieme a Brancaccio, fino all’ordinanza emessa dal Riesame il 23 maggio che ha deciso per loro l’arresto in casa. In carcere, per ora, resta soltanto il costruttore D’Ambra.

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