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Ucraina, un accordo scongiura la guerra civile

Yushchenko e YanukovichUCRAINA. Scongiurato il rischio di una guerra civile in Ucraina. Nella notte il presidente Viktor Yushchenko e il primo ministro Viktor Yanukovich hanno raggiunto unaccordo che prevede elezioni anticipate al 30 settembre.

Viktor YushchenkoLo scorso mese il presidente aveva sciolto il parlamento per due volte, chiamando le Camere a nuove elezioni. Mancava un accordo sulla data. Ianukovich, rivale del presidente fin dai tempi dalle proteste di massa del 2004, si è opposto fino all’ultimo, ma alla fine ha acconsentito. L’avanzata dei militari verso Kiev è stata sbarratae le truppe sono state bloccate dalle forze di polizia fedeli al premier Yanukovich. In un unico caso, stando ai mass media locali, i militari si sono scontrati con gli agenti che li avevano bloccati, ma l’episodio appare isolato. L’avanzata dei militari è l’ultima puntata di una crisi che si trascina da tempo tra il filo-occidentale Yushenko e il capo del governo filo-russo, Viktor Yanukovich.Il braccio di ferro che ha opposto per mesiil presidente e il capo del governo ha preso una svolta dopo che il primo ha firmato un decreto che mette sotto il suo controllo il comando delle truppe del ministero dell’Interno, decisione qualificata come “ncostituzionale” dal suo avversario. La grave crisi istituzionale è esplosa il 2 aprile con un decreto presidenziale che dichiarava Viktor Yanukovichsciolta la Rada, il Parlamento ucraino, e indiceva nuove elezioni legislative. Quelle del marzo 2006 avevano dato un risultato ambiguo, con la maggioranza relativa a Yanukovich e un sorpasso nella coalizione arancione della ‘pasionaria’ Iulia Timoshenko su Yushenko. Le liti fra gli ex protagonisti della “rivoluzione arancione” del 2004 avevano spinto il socialista Moroz a cambiare schieramento e a consegnare la maggioranza all’attuale premier. La difficile coabitazione si è inasprita quando alcuni deputati “arancioni” hanno deciso di seguire l’esempio di Moroz, con il rischio di affidare a Yanukovich una maggioranza qualificata per emendamenti costituzionali. Da qui il decreto di scioglimento della Camera. Poi una breve schiarita, con un accordo per elezioni anticipate, che è stata offuscata subito dagli eventi.

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