Italia

Perugia, le ipotesi dell”omicidio

Roberto Spaccino arrestatoPERUGIA. L’avrebbe uccisa perché non voleva recarsi al lavoro il giorno dopo per l’avanzato stato di gravidanza. O forse perché sospettava che la figlia che portava in grembo la moglie non fosse sua. Ma non sono nemmeno da escludere “motivi economici”.

Barbara CicioniSono le piste che stanno battendo gli inquirenti per risalire al movente dell’omicidio della donna di 33 anni, incinta di otto mesi, trovata morta nella sua abitazione di Marsciano, in provincia di Perugia, lo scorso 24 maggio. Il marito, arrestato martedì pomeriggio, un’ora dopo i funerali della vittima, sarà interrogato dai magistrati. Dagli indizi finora raccolti, e soprattutto dalle testimonianze di alcune persone del posto, sembra che Spaccino maltrattasse la moglie e che da lei pretendesse soldi, per poi spenderli nei night club. Ieri sera, durante la trasmissione “Matrix” di Canale 5, durante un servizio filmato con una telecamera nascosta, una signora ha rivelato che Spaccino frequentava regolarmente un night club e che di recente, durante un blitz anti-prostituzione effettuato dalle forze dell’ordine nel locale, era anche stato iscritto nel registro delle persone che erano lì in quel momento. Altra testimonianza del servizio riguardava una signora che descriveva come “violenti” i membri della famiglia Spaccino. Inoltre, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Marina De Robertis, l’uomo non avrebbe mai accolto in maniera favorevole tutte le gravidanze della moglie. Addirittura, per l’ultima gravidanza avrebbe intimato alla moglie di abortire o di far riconoscere il figlio da suo padre. Un soggetto pericoloso, freddo, violento, cinico, che maltrattava ripetutamente Barbara, arrivando a picchiarla per un secondo buco all’orecchio o perché non trovava un paio di calzini, minacciando anche i figli piccoli di 4 e 8 anni. Questo il ritratto agghiacciante di Roberto Spaccino. Ieri si era parlato anche di altri due indagati che potrebbero aver aiutato Spaccino a depistare le indagini. Notizia però smentita dagli investigatori. Intanto, le indagini continuano e, a questo punto, considerati gli elementi raccolti finora, si può affermare con certezza che la rapina nella villetta sia stata solo “una messa in scena”.

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