Italia

Omicidio donna incinta, arrestato il marito

L'arresto di Roberto Spaccino (da Sky Tg24)PERUGIA. Una sorprendente svolta sull’omicidio di Barbara Cicioni, la donna incinta di otto mesi uccisa in casa sua. Il marito della donna, Roberto Spaccino, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri.

Barbara CicioniIl sostituto procuratore Antonella Duchini, che coordina le indagini, ha emesso un comunicato nel quali sono resi noti i motivi per cui, nei confronti dell’uomo, è stato emesso il mandato di custodia cautelare. «Alle ore 14,20 circa del 29 maggio 2007, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica di Perugia, è stato tratto in arresto Spaccino Roberto, indagato per i delitti di omicidio volontario aggravato (futili motivi, crudeltà verso la vittima, rapporto di coniugio) per aver cagionato la morte della moglie Barbara Cicioni, maltrattamenti nei confronti della medesima e dei figli minori, calunnia nei confronti di ignoti, simulazione di reato. Dopo 5 giorni di assai intensa attività investigativa coordinata da questa Procura, svolta dai Carabinieri (Compagnia CC di Todi, Stazione CC di Marsciano, Reparto Operativo di Perugia con la Sezione S.I.S., R.O.S. – Sezione di Perugia, R.I.S. di Roma) con il ricorso ad ogni possibile risorsa umana, tecnica e scientifica, sulla base di efficaci accertamenti medico-legali si è ritenuto di aver raggiunto consistenti indizi di responsabilità – limitatamente alla fase delle indagini – nei confronti dell’indagato ed anche l’esigenza di chiederne la custodia in carcere. Indizi consistenti principalmente e sinteticamente in pregressi, usuali, gravissimi maltrattamenti nei confronti della Cicioni, comprendenti violenze fisiche e morali; nella palese simulazione dei reati di furto e rapina; nelle cause della morte (meccanismo combinato di natura asfittica – soffocamento – e neurologico – inibizione da compressione del nodo del seno con conseguente bradicardia – arresto cardiaco, derivante principalmente da azione violenta produttrice di lesioni di natura contusiva profonda); nell’ora della morte contrastante con la versione dell’indagato.

Le indagini continuano in ogni direzione per l’ulteriore raccolta di elementi idonei a valutare la possibilità di sostenere o meno l’accusa in giudizio nei confronti di Spaccino Roberto>>. L’uomo, quindi, oltre ai pregressi maltrattamenti a moglie e figli e ad altri capi s’accusa, avrebbe anche montato artatamente la storia della rapina in casa. Mentre usciva da casa sua, scortato dai carabinieri, una folla inviperita lo accoglieva, lanciando cori come “bastardo!”, e invocando contro di lui la pena di morte. Poco dopo, verso le 16, si sono tenuti i funerali di Barbara Cicioni, in una cerimonia luttuosa alla quale la famiglia di Barbara ha chiesto che non partecipassero giornalisti. Roberto Spaccino aveva vegliato tutta notte, assieme al suocero, sulla salma della moglie. Si è detto dispiaciuto per non aver potuto partecipare ai funerali, nel corso dei quali, gli amici di Barbara hanno voluto ricordare la donna. «Barbara era una donna forte, sempre attenta – ha detto un amico della donna durante la cerimonia – Il destino con lei è stato crudele. A te va il nostro saluto e il saluto di Morcella che ti ha visto nascere, crescere e diventare la splendida donna che eri».

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