Cesa

Don Peppino: “Perdoniamo il gesto di Arturo”

Arturo BorzacchielloCESA. Il suono delle campane squarcia il silenzio di Piazza De Michele all’arrivo della bara bianca sostenuta in spalla dagli amici. Vi è appoggiata sopra la sciarpetta del Napoli, la squadra del cuore di Arturo. (all’internola Fotogalleryrealizzata con le foto pervenuteci di Arturo)

Il corteo che segue è pieno di familiari, parenti, cittadini comuni. La folla dei giovani amici che si è riunita davanti la chiesa osserva il feretro che avanza nella più sincera commozione. Sentimenti contrastanti affiorano tra i presenti: rabbia, dolore, stanchezza, impotenza, ricordi felici di quando c’era anche lui. È stato questo il clima che si respirava ai funerali di Arturo Borzacchiello, un clima di dolore che ha accompagnato l’intera cerimonia. Il parroco di Cesa Don Peppino Schiavone ha celebrato la messa funebre, pregando affinché il gesto di Arturo, compiuto in un momento di forte debolezza, possa essere perdonato e compreso. I genitori, Cesario e Teresa, e la sorella Antonella erano comprensibilmente affranti dal dolore, ma l’affetto dei familiari e dei tantissimi amici è stato un grandissimo supporto morale. Fin dal primo giorno di ricovero all’ospedale gli amici sono stati sempre con Arturo, parlandogli da dietro il vetro della sala di rianimazione, hanno sentito i medici, hanno fatto i turni la notte. E anche sulla rete si è mobilitata una grande partecipazione e sono stati numerosissimi i messaggi di solidarietà alla famiglia. Lo stesso zio di Arturo, Lello Borzacchiello, ha ringraziato tutti i ragazzi che non hanno giudicato frettolosamente Arturo per il suo gesto e non lo hanno abbandonato in un momento così difficile. E proprio dal calore degli amici i genitori hanno trovato la forza di donare gli organi del ragazzo, compiendo un bellissimo gesto di amore verso il prossimo nella speranza che la morte di Arturo possa salvare la vita di qualcun’altro. La salma è stata deposta presso il cimitero di Cesa nella cappella di famiglia. Fino alla fine la folla è stata presente. Tutti volevano salutare Arturo per l’ultima volta, magari dirgli qualche parola, magari piangere con lui, magari restare in silenzio per un attimo a ricordare il suo sorriso. Riposa in pace Arturo.

di Rosanna Marino (Giornale di Caserta)

Ciao Ciao
(di Francesco De Gregori)

Ciao ciao, andarsene è un peccato, però ciao ciao.
Bella donna alla porta che mi saluti.
E baci, abbracci e sputi,
e io che sputo amore, io che non sputo mai.
Ciao ciao, andarsene era scritto perciò ciao ciao.
Bella ragazza che non m’hai capito mai.
Già parte il treno, sventola il fazzoletto,
amore mio, però piangi di meno.
Ciao ciao, ciao amore ciao, amore ciao.
Guarda che belli fiori in quella città.
Ciao amore ciao, amore come va?
Ciao amore, amore ciao, amore ciao.
Ciao ciao, guarda che belli i fiori in quella città,
che mai mi ha visto e mai nemmeno mi vedrà.
Guarda che mare!
Guarda che barche piccole che vanno a navigare.

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