Caserta

Il Prefetto incontra i “Maestri del Lavoro”

il Prefetto StasiCASERTA. Una delegazione del consolato dei Maestri del Lavoro si è incontrata con il prefetto di Caserta Maria Elena Stasi dopo l’insediamento di altri insigniti avvenuto a Napoli lo scorso primo maggio.

Maestri del LavoroUn appuntamento atteso che ha visto la partecipazione del consigliere nazionale del sodalizio Gaetano Barbella, il console regionale Salvatore Marotta, il console provinciale Adele Lomasto, il mdl Carlo Paschetta e la mdl Maria Gaudiosi in qualità di presidente dell’Anla (Associazione nazionale lavoratori anziani). Nel breve e cordiale colloquio è stato consegnato al Prefetto il dvd realizzato dal mdl Mauro Nemesio Rossi che riporta la storia in immagini dei cinquant’anni del concorso ippico nazionale medaglia d’oro città di Caserta. Nel breve e cordiale colloquio il Prefetto si è interessato dell’attività dei maestri del lavoro e ha apprezzato la loro disponibilità ad essere ancora parte attiva nello sviluppo e nella costruzione di un percorso di recupero sia sociale che economico della provincia. In una nota consegnata al Prefetto l’associazione si è dichiarata preoccupata per una serie di emergenze che da anni si verificano in Terra di lavoro ed alle quali non si riesce a dare una risposta. “Livelli occupazionali, deindustrializzazione, morti bianche, lavoro nero, mancata formazione ed innovazione tecnologica, scarsa etica del fare impresa e non ultime l’emergenza ambientale e l’immigrazione, sono i nodi che stanno venendo al pettine. Conseguenza di una politica poco accorta e lassista attuata negli anni passati. – è scritto nel documento – Siamo lavoratori di aziende che portavano il nome di 3M Italia, Olivetti, Siemens, Saint Gobain, Pierrel, Italtel; Enel, Indesit, Texas Instrument, tutte operanti nel casertano a partire dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso e che costituivano il nervo produttivo di questa provincia, passata da agricola ad industriale nel giro di un solo lustro. Una realtà che portò Terra di Lavoro ad essere al 27° posto in Italia per reddito pro capite. Ebbene alla fine della nostra attività in fabbrica possiamo constatare che le industrie sono cadute sotto la mannaia di faccendieri che come avvoltoi hanno raccolto quello che erano le ceneri delle vecchie multinazionali per investirli in altre attività senza assicurare nessuna innovazione, ma solo disoccupazione e cassa integrazione insieme alle lotte sindacali per il mantenimento dei posti di lavoro. I casi sono tanti dalla Finmek alla Texas, alla Ixfin, alla 3M Italia tutte fotocopie di una stessa realtà speculativa. Siamo certi che una maggiore accortezza nelle scelte ed una migliore programmazione avrebbe potuto almeno accompagnare più degnamente le maestranze in un processo di riconversione produttiva che richiede sempre meno manodopera e più specialisti di settore”. I temi affrontati sono stati quelli del lavoro nero e delle morti bianche nonché la mancata formazione che è causa dell’arretratezza di alcuni settori produttivi. “E’ con queste premesse – concludono i maestri del lavoro – che la nostra associazione mette a disposizione sua e a tutte le istituzioni e le forze sociali, l’esperienza dei soci e la loro professionalità acquisita in tantissimi anni di lavoro, svolti con redditività ed intelligenza. Il nostro scopo è quello di continuare a dare un contributo fattivo e concreto al mondo della scuola e delle imprese così come lo abbiamo fatto con le loro aziende. Vogliamo, in definitiva, onorare l’encomio che il Presidente della Repubblica Italiana ha voluto riconoscerci assegnandoci il titolo di Maestri del lavoro”.

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