Campania / Società

Lo Uttaro, per Radio Vaticana c’è rischio di una rivolta civile

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Tiscione e Agnese GinocchioSAN NICOLA LA STRADA (Caserta). Tanto tuonò che piovve. I comitati contro la discarica “Lo Uttaro” avevano preteso il mantenimento degli impegni assunti da parte delle istituzioni, così ora una volta ottenuto, non senza penare, il tanto atteso “Comitato dei Garanti” si vedono respinti al cancello d’ingresso della discarica.

da sinistra: Tiscione, Agnese, Messina, ScaleraOltre al danno anche la beffa. È successo martedì quando i due incaricati a far parte dell’organismo, che deve controllare l’esatta applicazione del protocollo d’intesa siglato l’11 novembre 2006, sono stati fermati dal personale e non hanno potuto mettere piede all’interno della struttura. Eppure, Nicola Santagata e Giuseppe Lembo, i due esperti scelti dai Comitati civici, si sono presentati fuori il cancello de “Lo Uttaro” con in mano l’Ordinanza prefettizia di nomina nr. 142 dell’11 maggio scorso. Non credevano ai loro occhi e, subito, il pensiero dei comitati è che nella discarica c’è qualcosa che non vogliono far vedere. Forse che i rifiuti che entrano non sono “Fos”, forse che dai camion fuoriesce “percolato” (mica cioccolata), forse che gli stessi non sono sigillati e coperti, e forse chissà quante altre irregolarità. Sulla vicenda dei rifiuti interviene, intanto anche il Vaticano. “C’é interesse a non risolvere l’emergenza rifiuti in Campania”. È quanto ha affermato dai microfoni di Radio Vaticana il vescovo di Pompei mons. Carlo Liberati, paventando anche il “rischio di una rivolta civile”. “Certo” – ha risposto alla domanda se non si voglia risolvere il problema – “perché sotto ci sono degli interessi economici da salvaguardare, che non sono né chiari, né puliti. Questo decreto del Governo” – ha aggiunto il prelato – “che stabilisce dei siti dove creare discariche di rifiuti ha suscitato delle manifestazioni di protesta e dunque il decreto legge fa fatica ad essere applicato. Naturalmente” – ha osservato il Vescovo – “la popolazione buona, che è la stragrande maggioranza in Campania, la gente semplice che lavora e porta avanti la sua vocazione umana, è irritatissima. Ma io non riesco a capire come le autorità che ci comandano possano sopportare una sventura di questo genere. Qui” – ha poi concluso – “siamo proprio al limite della tollerabilità. Io credo che ci potrebbe essere il rischio di una rivolta civile.

di Nunzio De Pinto, 17 maggio 2007

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