Orta di Atella / Politica

Consiglieri e assessori si sospendono dai Ds

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Tanya BrancaccioORTA DI ATELLA. La figlia del consigliere regionale: Sono distante dai compagni Giuda.
Un paese diviso in due, tra l’imbarazzo e la protesta, la solidarietà all’ex sindaco e la vergogna provocata dallo scandalo. Ecco Orta di Atella una settimana dopo l’arresto di Angelo Brancaccio, la stessa cittadina che tre giorni fa era scesa in piazza per una fiaccolata e che commenta sui blog l’inchiesta sulla corruzione nel palazzo del Municipio.

Municipio di Orta di AtellaEcco Orta di Atella, il paese del 92 per cento al primo cittadino e al suo partito, quello della Quercia, la cui sezione è stata commissariata all’indomani del blitz dei carabinieri ma per un’altra ragione: tra gli iscritti, per due anni di seguito, c’erano anche Michele e Sergio Orsi, i due imprenditori di Ecoquattro arrestati ai primi di aprile per favoreggiamento della camorra. Un commissariamento che ieri ha provocato le polemiche dimissioni del consiglio direttivo della sezione «Gramsci», comunicate al segretario nazionale dei Ds Piero Fassino, a quello regionale Enzo Amendola, a quello provinciale Ubaldo Greco. Nella lettera esprimono «disapprovazione per l’azione che non ha giustificazione politica né morale». Si ritengono offesi per il «modo brutale» con il quale è stato deciso il commissariamento. E lo definiscono un atto di «sciacallaggio che la vecchia e obsoleta nomenclatura dei Ds di Terra di lavoro sta portando avanti contro lo stesso Brancaccio». Quindi, l’autosospensione dal partito che porta la firma, oltre che dei componenti del direttivo sezionale e degli amministratori comunali di Orta, anche di Tanya Brancaccio, primogenita del consigliere regionale. Che ieri ha diffuso una lettera, a nome anche della madre e della sorella, nella quale definisce «compagni-Giuda» e «corvi di turno» coloro che hanno preso le distanze dal padre all’indomani dell’arresto, esprimendo invece fiducia nei confronti della magistratura ringraziando «per il difficile compito a cui sono chiamati, sperando in una rapida conclusione della loro inchiesta per poter recuperare la serenità e la pace che al momento non abbiamo».

fonte: Il Mattino

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