Caserta / Politica

Crisi al Comune, Petteruti scrive alle forze di maggioranza

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Nicodemo PetterutiCASERTA. Il sindaco Nicodemo Petteruti, attraverso una lettera, manifesta alle forze della maggioranza consiliare la volontà di andare avanti nell’operato amministrativo.

“Gentili amici,
Municipio di Casertai due incontri dei giorni scorsi sono stati un’occasione preziosa per un sereno confronto, che ha consentito a me di esprimere le mie preoccupazioni per l’andamento e le prospettive dell’Amministrazione, a Voi di condividerle, nel comune intento di mai venir meno all’impegno di preporre, ad ogni altra cosa, le sorti della città che amministriamo. Ho segnalato un consistente numero di problemi e difficoltà gravi ed incombenti e le ragioni strutturali e comportamentali che hanno indotto in me il timore che essi divengano insuperabili, rendendo vano ogni sforzo, fatto e da farsi, per trarre fuori la nostra comunità dal disastro in cui il decennio di gestione della destra l’ha lasciata. Un disastro cui la normalità quotidiana ed il tirare a campare, che pure negli ultimi anni è riuscito a mascherarne l’entità, hanno fatto da paravento, impedendo che ne fosse percepita la vera dimensione. Per questo ho parlato di stato di guerra e dell’esigenza di fronteggiarlo con misure straordinarie, prima politiche, poi, se necessario, amministrative. La mia riflessione e la constatazione dell’inadeguatezza attuale dei mezzi a mia, a nostra disposizione rispetto alle difficoltà in campo, constatazione da voi tutti riconosciuta fondata ed esente da irragionevolezza, mi hanno indotto a trarre conclusioni necessarie e a manifestarvi l’intendimento di interrompere l’esperienza di governo in corso, per consentire che nuove e più adeguate soluzioni potessero elaborarsi in sede politica. A fronte di ciò ho ricevuto da tutti Voi attestazioni univoche e corali di solidarietà, condivisione, voglia di rilanciare insieme, che sul piano umano ristorano a pieno, e manifesto qui la mia gratitudine per questo, la sofferenza da me espressa. Ho ricevuto due documenti, il primo a firma dei segretari politici di tutti i partiti della coalizione di governo, il secondo a firma di tutti i consiglieri ed assessori della maggioranza, i quali confermano totale fiducia nel Sindaco e, con articolate motivazioni, sostengono fortemente la necessità di proseguire l’attività di governo e di assicurare alla città una continuità di guida, il cui venir meno è ritenuto danno irreparabile. Le argomentazioni che molti hanno sentito il bisogno di aggiungere personalmente, e colgo qui l’occasione per ringraziare tutti per il tramite del Presidente del Consiglio che con particolare calore ha voluto significarmi le ragioni della sua convinzione che si debba andare avanti con fiducia, manifestano una corale volontà di sostenere il Sindaco e l’esecutivo, profondendo ogni necessaria energia, ogni possibile contributo, consentendo al Sindaco stesso di elaborare in piena ed autonoma responsabilità le soluzioni più consone alle problematiche del momento. Questa volontà e l’appello che ne è derivato, hanno trovato eco e consonanza nei sindacati, nelle organizzazioni datoriali, nella Camera di commercio, nelle professioni e nella società civile, in esponenti di quella Chiesa che, malgrado tutto, seguono sempre con occhio attento l’evolversi delle vicende politiche, dalle quali dipende, infine, la condizione di vita dei cittadini e la loro prospettiva. Tutto ciò costituisce, sul piano politico ed amministrativo certo, ma anche su quello umano e personale, motivo di attenta riflessione, non potendo io, che pure sono e resterò sempre un uomo libero sottrarmi, in nome di quella responsabilità della quale ho fatto una religione laica e per la quale ho prospettato drastiche soluzioni a problemi soverchianti, alla valutazione critica, che mi viene da Voi richiesta, dei benefici e dei costi che tali soluzioni comporterebbero comunque. Benché sia convinto che mille buoni propositi non bastano a risolvere una sola difficoltà, sento l’obbligo di prendere atto dell’esistenza, forse da me stesso messa in dubbio, di una compagine politica forte e fortemente motivata, capace di riconfermare le ragioni dello stare insieme nello spirito di servizio che ne ha motivato la vittoria elettorale e disponibile, senza porre limiti, a condividere le direttive strategiche necessarie per la prosecuzione dell’esperienza di governo. Questo quadro impone valutazioni adeguate ed a me la scelta tra una soluzione che mi consente, tutto sommato, di uscire di scena a testa alta, riconsegnando alla politica tutta la gravità dell’insoluto problema della città di Caserta e l’altra, di accettare la sfida di un rilancio, con il sostegno rinnovato ed integro di una Unione pronta a dare il meglio di sé per onorare il patto elettorale. Questa seconda via è di certo la più difficile, irta di sacrifici, rinunce personali e politiche, delusioni ed amarezze e tuttavia ad essa mi invita la comunità politica di maggioranza, con evidente sincerità di intenti e rendendomi disponibili, nell’ambito della legge e della correttezza politica, prerogative che riconosco essere strumento adeguato alle necessità del momento. Rimanere sordo a questo invito accorato e generoso costituirebbe, mi sembra, prova di egoismo e venir meno allo spirito di servizio che ho sempre professato. Recedo perciò dal manifestato proposito di rassegnare le dimissioni, e , avendo io ascritto a me stesso ogni responsabilità per le inadeguatezze che le avrebbero motivate, mi concedo, con il supporto della vostra solidarietà e la certezza del vostro determinante contributo, una prova di appello, della quale verificheremo insieme, con opportuna cadenza, se sia, come io spero, e continui ad essere scelta saggia. Nelle prossime settimane, anche con il contributo di tutti Voi, elaborerò le linee di azione istituzionali, organizzative ed operative del prossimo futuro, a condivisione delle quali potrà rilanciarsi l’azione amministrativa con rinnovato dinamismo. E’ una nuova sfida, temeraria per me solo, ma possibile per noi tutti. Io l’accetto. Grazie a Voi tutti, ancora, per avermi fatto sentire che oggi ho molti amici più di quanti ne avessi un anno fa”.

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