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Ds, Mussi lascia e forse anche Angius

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L'intervento di Fassino al congressoFIRENZE. Seconda giornata di congresso per i Democratici di Sinistra. Dopo il discorso di apertura, ieri affidato al segretario e promotore della mozione a favore del nuovo Pd, Piero Fassino, stamani è stata la volta dei leader della seconda mozione, Fabio Mussi, e della terza, Gavino Angius che nei congressi locali e regionali ha raccolto rispettivamente il 15 e il 10% dei consensi, contro il 75% di Fassino.

il ministro MussiCom’era nella previsioni, l’intervento di Mussi, ministro dell’Università, ha segnato l’abbandono del partito della sua corrente, ossia dell’ex “correntone” che è contro la nascita del Partito Democratico. “Non ci si formano idee sui sondaggi, certo. Tuttavia ho l’impressione che il Partito Democratico non recupererà tutto o quasi tutto lo spazio del centrosinistra. Ci sarà una grande parte della società italiana che guarda a sinistra, che non si sentirà rappresentata. Una parte essenziale per fare, e oggi e domani, maggioranza e governo”, ha esordito Mussi, ironizzando: “E’ vero che anche nei Ds ci sono le correnti, a questo congresso 3, nel Pd ce ne saranno 33, non si sentirà la nostra mancanza”. Il ministro ha quindi parlato del futuro della sua corrente: “La nostra intenzione è di costituire un movimento politico autonomo, che si propone di aprire un processo politico nuovo, più a sinistra del Pd. Non un altro piccolo partito. Ma un progetto volto a riunificare forze, a mantenere viva una prospettiva di una forza di sinistra di ispirazione socialista. Laica e di governo. Del lavoro, dei diritti, delle libertà femminili, dell’ambientalismo, aperto alle nuove culture e alle sfide di questo secolo. Alleata del Pd”. Mussi ha concluso: “Ovvio che la nostra sarà un’impresa difficile, ma anche la vostra del Pd non sarà facile. Per quanto mi riguarda, abbiamo maturato, insieme ai compagni che hanno sostenuto la mia mozione, una convinzione profonda e sentiamo il dovere di provarci. Si aprono due fasi costituenti sarebbe bello un doppio successo. Buona fortuna compagni!”.

il senatore AngiusPrima di Mussi ha parlato Gavino Angius, leader della terza mozione, la quale punta al progetto del Pd ma attraverso una forma più graduale e maggiormente ispirata dalla volontà della ‘base’ degli elettori. “La nascita del Pd – ha detto – non rafforzerà il governo, anzi ne accentuerà le divisioni. Si dice che i nuovo partito rafforzerà il governo, ma Romano Prodi, che sostiene il Pd, non è il presidente del consiglio? E i due vicepremier Rutelli e D’Alema, non sono anche loro sostenitori del progetto? Credete che con la nascita del Pd si possano limitare le incontinenze di Clemente Mastella? O le ossessioni dei Teo-dem della Margherita? Io credo di no”. E poi: “Mi ha fatto male sentir dire che bisogna andare avanti anche se si perdono pezzi, come se molti compagni siano dei semplici pezzi. Non bisogna aver fretta, occorre aprire un discorso sul Pd su basi nuove, perché bisogna tener conto che non si potrà tornare più indietro”. Parole che lasciano spazio all’ipotesi di abbandono dei Ds anche da parte del gruppo guidato da Angius, il quale, secondo alcune indiscrezioni, starebbe meditando di aderire alla costituente socialista lanciata nei giorni scorsi dallo Sdi di Enrico Boselli.

Ma i problemi non finiscono qui. Altre spaccature sul Pd potrebbero venir fuori dal congresso della Margherita, che si apre oggi a Roma. Infatti, Fassino ha indicato ieri la necessità per il Pd di essere un “partito laico” e di aderire al Partito socialista europeo, indicato come contenitore dei riformisti europei non necessariamente provenienti dalle fila della sinistra storica. Quale sarà la reazione dei cattolici della Margherita che, in ottica europea, sono vicini alle posizioni del Partito Popolare? Si attende, dunque, la relazione del vicepremier e segretario della Margherita, Francesco Rutelli. Atteso anche l’intervento di Walter Veltroni, sindaco di Roma, da molti considerato come l’erede di Prodi alla guida del centrosinistra, che non ha mai nascosto le proprie perplessità sulla nascita di Pd e il rischio che essa si riduca ad una “fusione fredda” tra Ds e Margherita. Tornando ai lavori congressuali dei Ds, per il tardo pomeriggio è previsto l’intervento di Prodi, mentre stasera parlerà il ministro degli Esteri Massimo D’Alema.

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