Teverola / Politica

Niente deleghe a tre mesi dal rimpasto

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il sindaco Biagio LusiniTEVEROLA. Sono trascorsi tre mesi dal rimpasto di giunta effettuato dal sindaco Biagio Lusini con le nomine a vicesindaco di Carmine Tana e ad assessori di Nicola Caserta, Nicola Picone e Salvatore Barbato,…

Carmine Tana Nicola Caserta
Salvatore Barbato Nicola Picone

…tutti subentrati al posto di Maurizio Di Chiara, Raffaele Caputo, Crescenzo Salve e Gennaro Melillo, mentre Carlo Caserta e Rino Sasso sono stati confermati. Ad oggi, però, il primo cittadino non ha ancora assegnato le deleghe. Per quale motivo? Secondo alcune voci sembra che sia in atto una vera e proprio guerra tra alcuni ex e neo assessori. In particolare, sarebbero finite nel ciclone le deleghe alle politiche sociali e al commercio. Per quanto riguarda la prima, questa sarebbe ambita sia dal suo ultimo assegnatario, Salve (il quale vorrebbe riaverla in qualità di consigliere delegato), che dalla new entry dell’esecutivo Picone, anche se di recente pare si sia aggiunto Barbato, ex presidente del consiglio, per il quale invece sembrava certa la delega al commercio, ossia l’altro “oggetto del desiderio”. Infatti, essa rappresenterebbe un vecchio pallino di Melillo che vorrebbe approfittare del rimpasto per averla. Riguardo le altre deleghe, i lavori pubblici potrebbero andare al nuovo vicesindaco Tana, lo sport e spettacolo a Nicola Caserta, mentre l’istruzione e l’ambiente resterebbero rispettivamente a Sasso e a Carlo Caserta. Restano, inoltre, da definire i ruoli di capogruppo della maggioranza e di presidente del consiglio comunale. Per quest’ultimo incarico è in lizza il vicesindaco uscente Maurizio Di Chiara, tant’è che lo stesso, in occasione delle ultime due sedute consiliari, si è addirittura “autoproclamato” presidente, firmando le convocazioni nonostante non sia ancora stato votato dall’assise e scatenando, ovviamente, l’ira dei consiglieri dell’opposizione che hanno informato del caso le autorità competenti e minacciano di disertare le future sedute fino a quando non si risolverà quella che loro definiscono una “situazione di illegalità”.

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