Caserta / Società

Lo Uttaro, Roano ringrazia ambientalisti

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Antonio RoanoCASERTA. Il portavoce dei Verdi e membro del comitato per il No alla discarica “Lo Uttaro” ringrazia tutti coloro che hanno partecipato alla battaglia ambientale.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

“Voglio ringraziare di cuore gli amici di Napoli che si sono battuti e si batteranno con noi per una questione di legalità e di salvaguardia della salute pubblica come quella intrapresa contro l’iniqua apertura della Discarica Ex Ecologica Meridionale in località Lo Uttaro di Caserta. Persone come Nicola Capone e Aspasia, che fanno parte dell’Assise del Palazzo di Marigliano, sono molto rare da trovare e, per uno come me che ha quasi cinquant’anni, è tonificante il fatto che ci sia qualcuno anche migliore di noi a cui passare il testimone dei tempi futuri. Un ringraziamento va anche a Giulio Finotti che, con passione e tenacia, sta tenendo tutti al corrente della situazione in un mondo dell’informazione che è sempre più asservito ai poteri forti e sempre meno libero e indipendente, come testimonia l’assurdo e assordante silenzio su tutta la vicenda tenuto dalla trasmissione Anno Zero di Michele Santoro che pure ha registrato per ore e ascoltato testimonianze dirette assicurando che se ne sarebbe diffusamente parlato. Il mio pensiero va anche all’ex Sindaco di San Nicola la Strada Nicola Tiscione, che, al contrario dell’attuale sindaco Pascariello (notare la s di sindaco in minuscolo) si è messo al fianco della sua gente ed ha lottato fino all’ultimo per non far aprire la discarica maledetta. Ho notato anche altri nostri concittadini che con coraggio e dignità hanno lottato e lotteranno perché questa vicenda dai contorni oscuri abbia una degna conclusione che rappresenti l’inizio di un nuovo Risorgimento per la nostra Provincia e la nostra Città. Fra gli altri parlo del Parroco Don Oreste Farina che si è dimostrato ancora una volta un vero paladino della difesa dei più deboli e si è schierato a difesa della salute della sua gente, di amici che ho acquisito nella circostanza come Nicola Lambo, con i quali si possono avere anche divergenze di pensiero ma con i quali è comune il fine e l’onestà intellettuale, oppure Biagio Pace, che in silenzio e senza clamore non ha mai fatto mancare il suo supporto fino all’ultimo, ma anche giovani onesti e moralmente integri che hanno dato una mano sempre e comunque sacrificando la loro giovane famiglia, come Lorenzo Tessitore e sua moglie o come la coppia Pasquale Costagliola e Giovanna Maietta, senza dimenticare i simpatici decani Bernieri con il figlio Franco, altro pilastro nella difesa dei diritti civili. Mi scuso per i tanti che non ho citato ma che in un modo o nell’altro hanno partecipato e sono stati attori di una prova di civiltà e amore per il proprio territorio; devo una menzione agli attivisti dei partiti politici di sinistra e delle associazioni ambientaliste, i quali non mancheranno di fare sentire la loro voce anche in altre sedi. Non posso dimenticare il Vescovo Nogaro ed i padri Sacramentini Giorgio, Pierangelo ed Adriano, Don Quinci e tutti gli appartenenti alla Caritas ed all’Azione Cattolica, i quali hanno sostenuto e sostengono una causa che ha alle sue stesse basi i principi di salvaguardia dell’uomo e della giustizia che sono propri della nostra fede ma che sono alla base della totalità delle religioni che si professano nel mondo. Queste persone mi danno conforto quando penso che ci sono ancora ministri della fede che dimostrano di credere e mettere in atto tutti i giorni i principi che professano dal pulpito. Abbiamo bisogno di queste persone se vogliamo un mondo più giusto e più libero per i nostri figli. Ecco perché la battaglia contro il mostro Lo Uttaro, come recita la canzone della cantautrice per la Pace Agnese Ginocchio, è appena cominciata, ma ci dà anche lo spunto di lottare e di credere che non siamo soli e che tutti quanti insieme ce la faremo se andremo avanti fino in fondo. Per un motivo importante: sono in gioco la salute e la vita di duecentomila esseri umani, anche se il Commissario Bertolaso, il Presidente della Provincia, i sindaci e la stragrande maggioranza degli assessori e dei consiglieri di Caserta, Maddaloni, San Marco Evangelista e San Nicola la Strada, ma anche la prefettura, la questura e le forze dell’ordine non hanno dato l’impressione di accorgersene preferendo nascondersi dietro ad un inutile e dannoso formalismo di facciata”.

ANTONIO ROANO[email protected]

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