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Daniele Mastrogiacomo è libero

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Mastrogiacomo con Gino StradaKABUL. Daniele Mastrogiacomo è libero. L’inviato di Repubblica, catturato dai talebani lo scorso 5 marzo, è stato rilasciato dopo 15 giorni di prigionia ed è in buone condizioni di salute.

l'abbraccio tra Mastrogiacomo e Strada (foto: Repubblica)La prima a riferire la notizia è stata l’agenzia afgana Pajhwok, la stessa che l’altro giorno aveva diffuso l’audiomessaggio in cui il giornalista parlava di un “ultimatum” per la sua uccisione. Poi è giunta la conferma del Ministero degli Esteri italiano e del presidente del Consiglio, Romano Prodi. Ruolo determinante è stato quello dell’associazione umanitaria “Emergency” di Gino Strada che ha mediato nella trattativa tra autorità italiane e sequestratori. Mastrogiacomo ha già parlato con l’ambasciatore italiano in Afghanistan Ettore Sequi. “Ringrazio tutti coloro che si sono mobilitati per me, sapevo che non mi avevate abbandonato”, sono state le prime parole da uomo libero di Mastrogiacomo che, al telefono, ha detto di essere stato in 15 prigioni diverse e sempre in catene. L’arrivo del giornalista è previsto per stanotte. Al rientro in Italia verrà sentito a Roma dai magistrati che hanno aperto un fascicolo contro ignoti sulla vicenda, ipotizzando il reato di sequestro di persona ai fini terroristici. Intanto, soddisfazione dal mondo politico, in particolare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (“La sua liberazione è il risultato di una straordinaria comunanza i sforzi”), dal premier Prodi e dal vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D’Alema. “Ringrazio, anche a nome del governo, gli uffici del ministero degli Esteri, in particolare l’Unità di Crisi e la sua responsabile Elisabetta Belloni e l’ambasciatore a Kabul Ettore Sequi, l’ammiraglio Bruno Branciforte che ha guidato le operazioni del Sismi, le organizzazioni umanitarie con in testa Gino Strada ed Emergencye il il tricolore sventola sulla redazione di Repubblicagoverno afgano di Hamid Karzai la cui collaborazione è stata decisiva. Anche coloro che non citiamo o dimentichiamo in questo momento di gioia sanno quanto li ringraziamo per il lavoro svolto”, ha detto Prodi, continuando: “Ringrazio naturalmente Ezio Mauro e la redazione di ‘Repubblica’ per la mobilitazione professionale e umana nei riguardi dell’amico prima che dell’inviato. E tutti i giornalisti italiani. La loro discrezione e il rispetto univoco del silenzio stampa hanno permesso di lavorare con maggiore concretezza per arrivare a una definizione positiva della vicenda”. Appena la Farnesina ha confermato la liberazione del giornalista, sul palazzo dove ha sede Repubblica è stato esposto un Tricolore.

Mastrogiacomo con Gino Strada (foto: Repubblica)

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