Gricignano / Cronaca

Vallettopoli diventa Politicopoli

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Fabrizio CoronaE “Vallettopoli” diventò anche “Politicopoli”. Lo scandalo che, secondo le indagini avviate nei mesi scorsi dalla Procura di Potenza, coordinate dal pm Woodcock (lo stesso del precedente “scandalo Savoia”), vede coinvolti il fotografo Fabrizio Corona e il famoso agente delle star Lele Mora negli ultimi giorni ha assunto risvolti ancor più inquietanti. Ad essere ricattati non sarebbero stati solo personaggi del mondo dello spettacolo e del calcio ma anche importanti politici.

Lele MoraIniziamo dal principio. Nella primavera 2006 la Procura di Potenza apriva un fascicolo su Corona e Mora, pochi giorni dopo l’arresto del principe Vittorio Emanuele di Savoia, accusato di corruzione al falso e di sfruttamento della prostituzione (il 20 luglio veniva poi scarcerato ma con il divieto di lasciare l’Italia). Proprio il principe Savoia, in un colloquio telefonico con un amico, aveva raccontato dell’invito fattogli da Mora ad un pranzo con il vicesindaco di Campione d’Italia. Dalla “LM” (il nome dell’agenzia di Mora) il pm Woodcock risaliva ai contatti con alcuni fotografi sospettati di aver ricattato personaggi famosi per costringerli a comprare foto che altrimenti sarebbero state vendute a giornali di gossip. E qui veniva fuori il nome di Corona (sposato con la modella Nina Moric), che nel dicembre 2006 assieme a Mora veniva indagato per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione. Dalle indagini, inoltre, emergeva che i due avevano allestito un’organizzazione, con ramificazioni anche all’estero, dedita allo sfruttamento della prostituzione, allo spaccio di droga e al Francesco Tottiriciclaggio. Alla Questura di Milano il pm Woodcok aveva raccolto una serie di testimonianze di personaggi dello spettacolo: Simona Ventura (ex punta di diamante della scuderia di Mora), Michelle Hunziker, Emilio Fede, Aida Yespica, Manuela Arcuri, Ana Laura Ribas, sentiti come persone informate sui fatti. Venivamo fuori numerosi ricatti, di cui sarebbero stati vittime diversi calciatori: Francesco Totti (per gli scatti che lo ritraevano assieme a Flavia Vento alla vigila del matrimonio con Ilary Blasi), Bobo Vieri e Adriano (per alcune foto alla sua festa di compleanno con delle amiche, poi pubblicate), ma i tre non avrebbero rifiutato l’acquisto delle foto, al contrario invece del centravanti della Juventus e della nazionale francese David Trezeguet, che pagò 25 mila euro in cambio della non pubblicazione di foto con una donna che non era la moglie. Quest’ultimo episodio ha portato all’arresto di 12 persone (tre finite in carcere, nove ai domiciliari) e al trasferimento degli atti alla Procura di Torino che ha aperto un David Trezeguetfascicolo per identificare l’uomo che fece da intermediario nel passaggio del denaro. Secondo le indagini, Trezeguet fu fotografato in un momento particolare della sua vita personale e familiare e pagò per evitare le conseguenze gravi che sarebbero derivate dalla pubblicazione delle foto. Ricattati sarebbero stati anche gli altri due calciatori Francesco Coco (difensore del Torino) e Alberto Gilardino (attaccante del Milan), il cantante Eros Ramazzotti (per alcune foto di Michelle Hunziker, risalenti a diversi anni prima della loro relazione, che comunque sono finite sui giornali di gossip), l’attrice Anna Falchi e il marito Stefano Ricucci (protagonista lo scorso anno di uno scandalo finanziario per il quale fu arrestato e poi messo ai domiciliari), e anche Barbara Berlusconi, figlia del leader di Forza Italia, fotografata assieme ad un uomo fuori da una discoteca. In cambio delle foto di quella sera l’ex premier avrebbe pagato 20mila euro.

il pm WoodcockIl 12 marzo scorso Corona è stato arrestato su provvedimento emesso dal gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, richiesto dal pm Woodcock. Assieme al fotografo 32enne sono finiti in manette Andrea Carboni (44 anni, figlio di Flavio, noto faccendiere degli anni ’80) e Marcello Silvestri (43 anni, a quest’ultimo è stato contestato il riciclaggio di denaro proveniente dai ricatti, si parla di 650mila euro). Tra i personaggi raggiunti dalle misure cautelari anche Riccardo Schicchi, regista porno e fondatore della holding “Diva Futura”, nonché ex marito della pornostar e soubrette televisiva Eva Henger, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di induzione alla prostituzione. A Lele Mora, invece, è stato vietato di lasciare l’Italia. La Procura di Potenza aveva chiesto la custodia cautelare anche per il calciatore Gilardino e per la soubrette Flavia Vento, ma il Gip l’ha negata. In totale i provvedimenti del Gip Lucano sono stati 18: 3 ordinanze di custodia cautelare (Corona, Carboni, Silvestri,), 9 ordinanze di arresti domiciliari (oltre a Schicchi, 54 anni, Marco Bonato, 32 anni; Francesco Chiesa Soprani, 37 anni; Giampaolo Loconte, 35; Ettore Renzo Fanti, 61; Pier Luigi Rognoni, 35; Federico Pignatari, 31; Walter Agostoni, 26; Pietro Tavallini, 24), 2 divieti di espatrio (Mora e l’imprenditore Nicolò Oddi), 3 obblighi di dimora ed una sospensione dall’esercizio della professione per un avvocato. Appena una settimana prima Fabrizio Corona era stato arrestato a Milano, poi rimesso in libertà, per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, dopo che i carabinieri l’avevano fermato per guida pericolosa. Nel corso degli interrogatori Schicchi si è detto estraneo alla vicenda.

Corona e MoraDiverse parti dell’inchiesta sono state trasferite ad altre Procure. A Roma sono finiti gli atti relativi all’estorsione ai danni del calciatore Francesco Totti (in cui sono indagati Corona, Flavia Vento e Mora) e quelli riguardanti un caso di prostituzione. La Procura di Milano si occuperà delle estorsioni ai calciatori Coco e Gilardino e a un imprenditore, di casi di prostituzione e di cessione di cocaina ed ecstasy a diverse persone, soprattutto soubrette televisive molto note al grande pubblico. Il pm Woodcok vuole anche fare chiarezza tra foto compromettenti vere e false: ad esempio, è emerso che per Loredana Lecciso, già legata sentimentalmente al cantante Al Bano, un altro indagato aveva pensato ad un “bacio finto da fare andare in copertina sui giornali”.

Silvio SircanaL’inchiesta si è poi “allargata”. Nell’archivio segreto (finora non trovato) di Corona e dei suoi amici, infatti, ci sarebbero anche uomini politici. Tra questi Silvio Sircana, portavoce del premier Romano Prodi e del Governo italiano, e Roberto Maroni, capogruppo alla Camera della Lega ed ex Ministro. In una telefonata intercettata, il fotografo romano Massimo Scarfone chiamava Corona dicendogli di aver appena fotografato un personaggio importantissimo della politica che “va a transessuali”. Il nome del personaggio Scarfone lo inviava tramite un sms, intercettato. Nome che sarebbe quello di Silvio Sircana, così come riportato da “Il Giornale” nell’edizione del 14 marzo. Una pubblicazione, quella del quotidiano diretto da Belpietro, che ha scatenato un’ondata di critiche. Il fotografo Scarfone ha poi negato, in due interviste al Corriere della Sera e al Messaggero, l’esistenza della foto di Sircana, dicendo di “aver raccontato balle” e di volersi scusare con il portavoce del Governo. Un falso scoop inventato per “tenersi buono Corona”, ha detto Scarfone, chiarendo che, una sera di settembre, mentre era piazzato davanti ad un famoso ristorante romano per fotografare qualche vip, aveva sì visto Sircana ma semplicemente seduto a mangiare con due uomini e una donna. L’episodio, tuttavia, ha duramente abbattuto il portavoce che è stato ricoverato in ospedale per un malore. Un’altra intercettazione riguarda Maroni: in una telefonata tra Corona e Lele Mora quest’ultimo dice “Le voglio in mano io quelle li”.

Roberto MaroniIntanto, mentretutto il mondo politico esprime solidarietà a Silvio Sircana, da Romano Prodi e Silvio Berlusconi, dal centrosinistra al centrodestra, allo stesso tempo infiamma la polemica sull’uso indiscriminato delle intercettazioni telefoniche e sulle aggressioni mediatiche. Sull’argomento si è espresso il Ministro degli Interni, Giuliano Amato, per il quale è stato un errore far cadere il ddl sulle intercettazioni. Per il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, forse l’unico lato positivo di questa vicenda è il fatto che possa dare una spinta per tornare a lavorare su quella legge.

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