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De Chiara nuovo presidente del consiglio

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Maria Grazia De ChiaraCARINARO. Maria Grazia De Chiara è stata eletta nuovo presidente del consiglio comunale nel corso dell’ultima seduta del civico consesso. L’ex assessore, al quale sono comunque rimaste le deleghe alla formazione e pari opportunità, prende il posto di Bruno Capoluongo, entrato in giunta a seguito del recente rimpasto.

Leucio RapuanoMario MasiSorpresa, invece, per l’elezione del vicepresidente del consiglio, ruolo andato a Leucio Rapuano (anch’egli fuoriuscito dalla giunta mantenendo comunque la delega alle politiche sociali) anziché ad Angela Paciello, la quale sembrava essere maggiormente accreditata. Evidentemente, la maggioranza ha preferito non conferire esclusivamente al gruppo di sinistra l’intera guida dell’assise, “bilanciando” la votazione con l’elezione di un centrista, qual’è Rapuano. Quest’ultimo sostituisce il neo assessore Raffaele Capece.

Novità anche in seno all’opposizione: il consigliere di minoranza Giustino Lunello ha ufficializzato l’abbandono dal gruppo Udeur, dichiarandosi indipendente e lasciando il partito di Mastella ad essere rappresentato dal solo Giuseppe Barbato. La minoranza si è dunque divisa in tre frange: Lunello, Barbato e l’Udc guidata dal capogruppo Tommaso Comparone. Una decisione che lo stesso Lunello aveva annunciato già lo scorso dicembre dopo alcuni Giustino LunelloGiuseppe Barbatocontrasti sorti con Barbato, riguardanti soprattutto lo spirito ritenuto troppo “battagliero” del capogruppo. La conferma di ciò Barbato l’ha data durante l’assise di martedì presentando, assieme al collega Comparone, ben 14 interrogazioni a cui il sindaco Mario Masi e la maggioranza risponderanno nella prossima seduta.

Si è proceduto anche al ripristino delle commissioni consiliari e all’approvazione del nuovo regolamento sugli incarichi di progettazione per importi inferiori a 100mila euro. Un provvedimento che, come ha commentato il sindaco Masi, “recepisce in pieno i dettami del decreto Bersani e consentirà all’amministrazione di seguire criteri di trasparenza, rotazione e concorrenza nell’affidamento di incarichi professionali”. Approvate anche la modifica al regolamento idrico comunale e la sdemanializzazione del tronco di strada comunale “Lagni” a favore del consorzio “Sinergie Filiera”. L’assise, infine, all’unanimità, ha approvato il documento politico sull’abolizione della pena di morte.

Angelo SglavoDomenico BarbatoLa nomina di De Chiara eRapuano rappresentava l’ultimo nodo da sciogliere nell’ambito del passaggio di consegne tra assessori e consiglieri. Il rimpasto ha coinciso con il termine della prima metà del mandato amministrativo, nel pieno rispetto di quelli che erano gli accordi pre-elettorali. E’ stato un cambio di assessorati ma non di deleghe, rimaste a coloro che già le detenevano. Inoltre, dei sei assessori sono rimasti comunque al loro posto il vicesindaco e delegato alle attività produttive, commercio e stabilizzazione Lsu, Angelo Sglavo (come prevedevano i suddetti accordi) e Paolo Sepe (che ha anticipato la sua entrata nell’esecutivo l’anno scorso dopo le dimissioni di Antonio Lisbino) a cui sono state assegnate le deleghe alla viabilità e arredo urbano. Per il gruppo della Margherita (del quale fa parte il sindaco Masi), nominati assessori Raffaele Capece (cimitero, cultura) e Domenico Barbato (pubblica istruzione) al posto di Leucio Rapuano (politiche sociali) e Antonio Turco (bilancio e progetti Lsu). A Lisbino confermate le deleghe al verde pubblico, parcheggi, traffico, patrimonio. Per il gruppo della Sinistra (Ds e indipendenti), nominati in giunta Bruno Capoluongo (urbanistica) e Giovanni Parente (ambiente) al posto di Maria Grazia De Chiara (pari opportunità, formazione) e Angela Paciello (sport, politiche giovanili). I lavori pubblici e il personale (deleghe prima detenute rispettivamente da Lisbino e Sepe) sono del sindaco Masi. Invariate anche le deleghe di capigruppo consiliari: Barbato per la Margherita, Parente per la Sinistra.

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