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Vicenza, pronto il corteo dei 50mila

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la protesta dei vicentiniVICENZA. Oggi, a Vicenza,è il giorno della grande manifestazione contro l’ampliamento della base militare statunitense“Dal Molin”. Previsto l’arrivo di bus da tutto il Nord Italia. Ma non solo. Da Roma arriveranno altri manifestanti così come da Livorno. Si parla di 50mila persone che sfileranno nel centro della cittadina berica.

aeroporto, la zona dove sarà costruita la baseA sorvegliare il tutto un migliaio di uomini in uniforme, di cui 450 tra poliziotti e carabinieri, circa 300 della Guardia di Finanza oltre ad un centinaio di vigili urbani. Sono tre i punti di aggregazione da cui si muoveranno i manifestanti: la stazione ferroviaria, il presidio permanente di Caldogno (Vicenza) e l’area di incontro organizzata dalla Cgil di Vicenza, nei pressi dalla sede del sindacato, in corso San Felice. Il corteo non è stato autorizzato a transitare nel centro di Vicenza, ma si manterrà lungo quella che negli anni scorsi era la circonvallazione cittadina. I comizi conclusivi sono previsti nel piazzale della stazione. La giornata si protrarrà per ben oltre le 4-5 ore previste per consentire al corteo di percorrere gli oltre 6 chilometri del percorso concordato con questura e prefettura. L’appuntamento è previsto per le 10.30 quando due cortei distinti si riuniranno all’altezza della stazione ferroviaria da dove, alle 14.30, partirà un unico serpentone umano che girerà attorno a Vicenza. Dal percorso del corteo saranno escluse la Caserma Ederle, base Usaf e l’area dell’aeroporto una ricostruzione al computer della base “Dal Molin” dove dovrebbe sorgere l’avamposto della 173esima Brigata Aviotrasportata. Sarà una manifestazione animata come sempre dal popolo delle “pentole” o delle “pignatte” come si dice nel vicentino. In testa al corteo sfileranno donne e bambini, i boy scout, le organizzazioni pacifiste, a testimonianza del contenuto pacifico, democratico e apartitico della protesta. A seguire i No global e la sinistra radicale che verranno tenuti d’occhio dal servizio d’ordine costituito per l’occasione dai militanti della Cgil. Probabilmente saranno presenti anche esponenti del Centro Popolare Gramigna di Padova, ma anche in questo caso la sorveglianza sarà attenta ad evitare disordini. Dopo sei chilometri di cammino attorno alla città, il corteo si fermerà in Campo Marzio dove è stato allestito un palco sul quale, orientativamente intorno alle 18.30-19, si esibiranno Dario Fo e Franca Rame con uno spettacolo allestito per l’occasione. Anche Beppe Grillo si unirà al corteo anche se non salirà sul palco.

Fausto Bertinotti

Fausto Bertinotti non andrà in piazza a Vicenza solo per rispetto del ruolo istituzionale che ricopre, altrimenti sabato sarebbe anche lui alla manifestazione contro l’ampliamento della base Usa. Il presidente della Camera, in una intervista all’Espresso, ha spiegato di non temere disordini e ha ribadito di condividere lo spirito dell’iniziativa. “Non andrò a Vicenza, – ha detto Bertinotti – semplicemente perché ho troppo rispetto per la mia collocazione istituzionale. Altrimenti ci andrei, naturalmente”.

Poi i partiti. A casa ministri e sottosegretari. Il premier Prodi è stato chiaro: non si manifesta contro se stessi, e così i ministri Paolo Ferrero e Alfonso Pecoraro Scanio, i sottosegretari Paolo Cento, Alfonso Gianni, Rosa Rinaldi e Laura Marchetti non andranno. Ma dietro le bandiere di Prc, Pdci e Verdi ci saranno i leader Diliberto e Giordano, molti parlamentari, consiglieri provinciali e regionali. Sì anche dalla Fiom e dalla Cgil. Non parteciperanno invece il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, e il segretario generale Uil, Luigi Angeletti. Dai centri sociali e dal trozskista Ferrando. Le Acli di Vicenza invece non vanno perché “le condizioni di sicurezza sono insufficienti”. Il governo, dal canto suo, è impegnato perché la manifestazione di sabato prossimo a Vicenza sia “pacifica”, ha assicurato il vice ministro dell’Interno Marco Minniti parlando nell’aula del Senato: “Nessuno ha mai inteso collegare terrorismo e pacifismo”.

BEPPE GRILLO sulla questione della Base di Vicenza

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