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Somalia, tornano gli attentati. Sunday Times: Paesi arabi aiutano Al Qaida

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ancora attentati a MogadiscioSOMALIA. Nella notte di ieri, a Mogadiscio, si è verificata una raffica di attentati, da parte dell’esercito delle Corti Islamiche, contro il palazzo presidenziale, il ministero della difesa, l’ospedale militare e altri obiettivi legati al Governo di transizione.

Il bilancio provvisorio è di 12 morti e circa 30 feriti, tra cui alcuni in gravi condizioni. Verso le 20 vi è stato un primo scontro a fuoco tra le Corti e l’esercito governativo. Poi, verso le 2 di notte sono stati scagliati pesanti colpi di mortaio. Dopo una tregua di quaranta giorni, le Corti hanno nuovamente preso di mira Mogadiscio, ormai in preda alla guerriglia urbana causata dall’esercito islamico che lo scorso 13 gennaio era stato allontanato dalla capitale somala per opera dell’esercito regolare e di quello etiope. Come riferisce Repubblica, nelle prossime 24 ore è prevista una energica controffensiva dell’esercito governativo, così come conferma il ministro Salad Jelle.

Intanto, il Sunday Times rivela un rapporto, finora segreto, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, secondo il quale paesi mediorientali come la Siria, la Libia e l’Iran, ma anche i più filo-occidentali Arabia Saudita ed Egitto, avrebbero armato e addestrato clandestinamente miliziani di Al Qaida per combattere in Somalia contro il Governo di transizione. Sempre stando al rapporto, centinaia di guerriglieri islamisti sarebbero stati trasferiti, dietro assistenza dell’Eritrea, dalla Somalia alla Siria e alla Libia per ricevere addestramento militare. Altri avrebbero raggiunto il Libano per combattere nelle fila dell’Hezbollah. L’Iran, invece, avrebbe garantito ai miliziani 125 lanciamissili individuali terra-aria, di cui 80 sarebbero stati spediti via mare e il resto per via aerea. A ciò si aggiungono le dichiarazioni rilasciate al giornale domenica inglese da Evgueny Zakharov, proprietario dell’Aerolift, una linea aerea con una flotta di vecchi aerei da trasporto Antonov e Ilyushin, che ha sede a Johannesburg ma è registrata alle Isole Vergini. “Abbiamo trasportato tanti uomini in uniforme, erano arabi incappucciati.” – ha detto Zakharov – “Anche se non avevano le insegne dei gradi – racconta – erano ovviamente degli ufficiali. Sono saliti a bordo dei nostri aerei come se lo avessero fatto molte volte in passato”. Zakharov ha raccontato di essere stato contattato da un certo generale Tambi delle forze di difesa eritree. Tambi avrebbe offerto 1,5 milioni di dollari (pari a oltre 1,1 milioni di euro) per l’acquisto di un aereo da trasporto “Ilyushin Il-76” registrato in Kazakhstan (UN 76496), che non valeva più di un milione.

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