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Omicidio Raciti, 17enne indagato

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un ultrà ripreso dalle telecamereCATANIA. “Sono stato io”. Un’intercettazione ambientale potrebbe inchiodare un 17enne per l’omicidio dell’ispettore Raciti. Intanto, ripartono i campionati di serie A: in cinque stadi partite “a porte chiuse”, compresi Milano e Napoli.

Svolta nelle indagini sull’uccisione dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti avvenuta durante gli scontri del 2 febbraio a Catania. Ieri parlavamo dell’arresto di alcuni minorenni, tra cui un 17enne che ora sarebbe il principale indiziato per l’omicidio del poliziotto. Infatti, all’accusa per resistenza aggravata si è aggiunta nelle ultime ore quella per omicidio volontario. Il suo volto sarebbe “compatibile” con quello del giovane ultrà catanese che nel filmato che documenta l’aggressione a Raciti scaglierebbe contro al poliziotto un lavabo divelto dai bagni dello stadio. Oltre a quelle immagini, ad inchiodarlo potrebbe essere una intercettazione ambientale in cui il ragazzo, parlando con un amico, avrebbe detto “sì sono stato io”, abbassando il capo in segno di conferma. Alcune immagini riprese nel corso degli scontri mostrerebbero il minorenne mentre scambia la felpa con un amico, indossandola al rovescio, per evitare di essere identificato. Lui si dichiara innocente. Il 17enne appartiene a una famiglia catanese, ha una licenza media inferiore e lavora con il padre che ha un’attività commerciale. Gioca anche in una formazione di calcio minore.

ultras ripresi durante gli scontriIntanto, ripartono i campionati di calcio ma in serie A cinque partite si giocheranno a porte chiuse. E’ la decisione presa a margine della riunione dell’Osservatorio del Viminale a seguito del decreto legge approvato dal Governo contro la violenza negli stadi. Le gare in questione sono quelle di Bergamo (Atalanta-Lazio), Verona (Chievo-Inter), Firenze (Fiorentina-Udinese), Messina (Messina-Catania) e Milano (Milan-Livorno), quest’ultimo il provvedimento più eclatante. In serie B si giocherà senza pubblico a Brescia, Napoli, Pescara, Trieste, Lecce e Modena. Gli unici stadi di serie A ad aver superato il controllo di sicurezza sono quelli di Cagliari, Roma, Palermo, Genova, Siena e Torino. Il testo del decreto-legge si conoscerà solo oggi ma il giro di vite deciso dal Governo per combattere la violenza nel calcio è realtà già da ieri sera. Oltre alle gare senza pubblico negli stadi che non rispettano le norme del decreto Pisanu, banditi razzi e fumogeni dagli spalti, stop alla vendita di blocchi di biglietti alle tifoserie ospiti, aumento della flagranza differita dalle attuali 36 ore a 48 ore e inasprimento della pena per la resistenza a pubblico ufficiale (da 5 a 15 anni).

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