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Crisi Governo, in corso le consultazioni

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Napolitano-ProdiROMA. Sono in corso, al Quirinale, le consultazioni tra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e i leader dei partiti per decidere sul futuro del Governo dopo la batosta presa in Senato sulla politica estera. Intanto, Prodi detta i suoi “12 comandamenti”.

Avviate stamani, le consultazionitermineranno in serata con i tre ex Capi di Stato Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. Si è iniziato verso le ore 8.30 con le forze del centrodestra. I primi a salire al Colle sono stati i rappresentanti dei partiti minori, prima quelli della DC per le Autonomie e del Partito Socialista della Camera, poi quelli del gruppo Dc-Partito Repubblicano-Movimento per le Autonomie del Senato. Alle 10 è stata la volta dei leader di Forza Italia, Udc, An e Lega Nord. A seguire sono arrivati i primi rappresentanti del centrosinistra della Rosa nel Pugno (Radicali-Sdi) e dell’Udeur. Le consultazioni riprenderanno alle 16 con i leader del centrosinistra, secondo quest’ordine: Italia dei Valori, Comunisti Italiani, Verdi, Rifondazione Comunista e Ulivo (Ds-Margherita). Poi, come dicevamo, conclusione con i tre presidenti emeriti della Repubblica. A quel punto, si attenderà la decisione definitiva di Napolitano.

Silvio BerlusconiMa cosa hanno detto i rappresentanti dei partiti? Ecco una sintesi. Forza Italia – A parlare oggi è il leader Silvio Berlusconi: “Abbiamo chiesto che non vi siano riedizioni di un esecutivo che ha già fatto abbastanza danni, compromettendo la credibilità internazionale del Paese, aumentando le tasse ai cittadini, distruggendo le riforme faticosamente approntate dal precedente governo e bloccando la gran parte delle opere pubbliche già avviate”. Alleanza Nazionale – Questa la posizione del presidente Gianfranco Fini: “Vogliamo un governo coeso che abbia i numeri in Parlamento per governare e, Gianfranco Finisoprattutto, che al Senato dimostri di poter contare sulla maggioranza dei voti senza il ricorso ai senatori a vita”. UDC – Il segretario Lorenzo Cesa: “L’Italia ha bisogno di un governo serio e autorevole. Per questo chiediamo che sia affidato l’incarico ad un’alta personalità che guidi un governo di responsabilità nazionale, il cui obiettivo principale sia la riforma della legge elettorale sul modello tedesco”. Lega Nord – Secca l’indicazione della delegazione composta da Roberto Castelli, Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Andrea Gibelli: “C’è bisogno di elezioni anticipate”. Ricapitolando: Berlusconi e Lega vogliono le elezioni, Fini un po’ meno, l’Udc vuole un governo provvisorio di “larghe intese”. I partiti minori: la Dc di Rotondi vuole elezioni subito; il Psi di De Michelis e il Partito Repubblicano vogliono un governo di larghe intese per la riforma elettorale.

Clemente MastellaVeniamo al centrosinistra dove tutti, a gran voce, chiedono la continuazione del Governo Prodi. Udeur“Abbiamo sottolineato la necessità d’una continuità nel solco del mandato degli elettori ed escluso qualsiasi formula di transizione o di diverse maggioranze”, ha detto il segretario del partito e ministro della Giustizia Clemente Mastella; Rosa nel Pugno – Come afferma il vicesegretario dello Sdi Roberto Villetti, il gruppo è favorevole al Prodi-bis, così come la Democrazia Cristiana. L’Ulivo, Rifondazione, PdCi, Verdi e Idv invece proporranno in queste ore “lo stesso Governo Prodi e non un Prodi-bis”.

E gli altri? “No comment” di Marco Follini (Italia di Mezzo), il quale vorrebbe entrare nel governo ma solo con un nuovo programma, e del Partito Democratico Meridionale. Il “Movimento per le Autonomie” di Raffaele Lombardo, invece, dice “no” all’entrata nel governo per coerenza verso l’elettorato. Possibile la cooperazione del movimento “Italiani nel Mondo” del senatore Sergio De Gregorio, ma a patto che il governo “cambi rotta nei provvedimenti su famiglia e coppie di fatto”.

Intanto, nel corso del vertice di maggioranza conclusosi nella tarda serata di ieri, il premier dimissionario Romano Prodi ha chiesto 12 regole per continuare e salvare il governo. Tra queste ci sono il rispetto degli impegni di politica estera (Afghanistan compreso), la riduzione della spesa pubblica, le pensioni, le politiche familiari, il mezzogiorno, la scuola, le liberalizzazioni e le fonti rinnovabili. Tornano d’attualità, inoltre, la Tav Torino-Lione, insieme con la rete infrastrutturale e la risoluzione delle incompatibilità tra incarichi di governo e parlamentari. Nessun riferimento ai Dico e alle politiche giovanili e occupazionali,probabilmente perché sono ancora punti che rappresentavano elemento di controversie interne alla coalizione. Infine, Prodi rivendica maggiori poteri decisionali: a lui dovrà competere l’autorità di esprimere, in maniera unitaria, l’opinione dell’esecutivo mentre il suo portavoce Silvio Sircana dovrà diventare portavoce dell’intero governo.

Ecco, nel dettaglio, i 12 punti imposti da Prodi per la rinascita del suo Governo

1. «Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan. Una incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunità italiane all’estero».

2. «Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione».

3. «Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile».

4. «Programma per l’efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori».

5. «Prosecuzione dell’azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell’ambito dei servizi e delle professioni».

6. «Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza».

7. «Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica)».

8. «Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l’impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l’unificazione degli enti previdenziali».

9. «Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l’estensione universale di assegni familiari più corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido».

10. «Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate».

11. «Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell’esecutivo».

12. «In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all’azione di governo, al presidente del Consiglio è riconosciuta l’autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto».

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