Gricignano

Sciopero, la Farmacia Comunale di Gricignano non aderisce

FarmaciaGRICIGNANO. Da oggi, i cittadini, nonostantela ricetta del medico,dovranno pagare in contanti i farmaci. Alla protesta non aderisce la Farmacia Comunale di Gricignano che, grazie all’intervento del sindaco Lettieri,effettuerà regolare servizio.

La farmacia comunale di Gricignano non aderisce allo sciopero indetto dalla Federfarma provinciale. A comunicarlo è stata la Inco.Farma, società consortile che raggruppa sette farmacie comunali situate nel territorio napoletano e casertano, tra cui quella di Gricignano. I cittadini, quindi, potranno tranquillamente recarsi presso il presidio di via Aldo Moro senza incorrere nel disagio della “assistenza indiretta”.

Andrea LettieriDa oggi, infatti, i farmacisti casertani non accetteranno più le ricette dei pazienti residenti, ma solo pagamenti in contanti, ad esclusione dei farmaci “salvavita” come insulina, antiepilettici, morfina, ossigeno e altri. I clienti, poi, dovranno chiedere il rimborso alla Regione. Ciò a causa dei crediti, circa un miliardo di euro, che i 1500 farmacisti campani vantano nei confronti delle 13 Asl della Regione. Una protesta che, sicuramente, comporterà da stamani problemi notevoli per i cittadini della provincia, fatta eccezione per Gricignano e Castelvolturno, ossia le due farmacie comunali che il consorzio Inco.Farma ha nel casertano. Merito della decisione del consorzio va al sindaco di Gricignano e assessore provinciale Andrea Lettieri che, preoccupato dei disagi a danno dei gricignanesi, ha chiesto espressamente all’Inco.Farma di rinunciare allo sciopero. Il consorzio, presieduto da Giovanni Di Foggia, ha così comunicato alle rispettive farmacie di accettare normalmente le ricette dei cittadini.
Giovanni Di FoggiaRicordiamo che in occasione degli incontri dei giorni scorsi tra Federfarma e Regione Campania è fallito qualsiasi tentativo di conciliazione. Stanchi di attendere il pagamento degli arretrati relativi al 2005 dalla Soresa (società che ha il compito di contenere e azzerare il debito pubblico della sanità campana) e quelli riguardanti le restanti mensilità dalla Regione, i farmacisti hanno scelto come forma di lotta l’assistenza indiretta. L’assessore regionale alla sanità, Angelo Montemarano, si è detto “molto amareggiato” della situazione, ritenendo che l’offerta avanzata dalla Regione per la copertura del primo semestre 2006, pari a 200 milioni di euro da destinare alle farmacie “più in sofferenza” della Campania “è il segno della buona volontà di una Regione che cerca di fare tutto il possibile per evitare ricadute negative sui cittadini”.
Ma per il responsabile provinciale della Federfarma, Vincenzo De Lucia, “non è possibile che i soldi che non ci sono mai stati ora saltano fuori quando scatta la protesta dei farmacisti. La provincia di Caserta è stata in Italia una delle più virtuose nel consumo dei farmaci: abbiamo sforato neppure il 4% contro oltre il 10 di media nazionale. La Regione deve predisporre un piano di rientro, se ogni volta di mette una toppa torniamo alle stesse condizioni”. Dunque, i 200 milioni offerti da Montemarano sarebbero per i farmacisti soltanto una “toppa”, anche perché, afferma ancora De Lucia, “coprirebbero tre mesi di arretrato, ma nella migliore delle ipotesi sarebbero versati a fine febbraio e quindi sarebbero passati altri due mesi. Ci ritroveremmo più o meno al punto di partenza”.

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